Giardino in inverno, come progettarlo al meglio con i gelsomini

Anche se è la primavera la stagione dove, per eccellenza, sbocciano i fiori e i colori in giardino, non occorre dimenticare come – in realtà – sia facilmente possibile disporre di un giardino sufficientemente colorato anche di inverno. Per quanto ovvio, è tuttavia necessario progettare un giardino in maniera tale che possa opportunamente accogliere dei fiori in grado di resistere alle temperature più rigide e, pertanto, consentirvi di poter godere di una visione eccellente anche quando il clima si fa più ferreo.

Tra le possibilità più comuni per abbellire un giardino anche durante la stagione invernale, vi è certamente il gelsomino di inverno, una delle pochissime specie che fiorisce durante i mesi invernali (generalmente tra gennaio e febbraio). Il gelsomino di inverno è contraddistinto da fusti molto sottili, dei semi legnosi e arcuati, foglie trifogliate e, soprattutto, bellisismi fiori a forma di stella, di colore giallo intenso, non profumati. La fioritura del gelsomino di inverno avviene a inizio anno e di norma dura alcune settimane, fino a quando la pianta non avrà completamente prodotto anche le foglie.

Ebbene, se avete avuto la sufficiente pazienza per poter coltivare il gelsomino di inverno, nei mesi freddi potrete godere della presenza di un arbusto molto decorativo all’interno del vostro spazio verde. Abbiate comunque cura di rivedere periodicamente la progettazione  giardini, evitando di lasciare al suo destino il gelsomino di inverno: procedete con frequenti potature e assicurate al vostro arbusto una buona esposizione al sole.

progettazione giardini

Come potrà indicarvi qualsiasi esperto di giardinaggio, il gelsomino di inverno è una pianta di facile coltivazione che non teme il freddo e può adattarsi anche a terreni pesanti e non troppo fertili: insomma, un vero e proprio toccasana per il miglior aspetto estetico del vostro giardino!

Fitodepurazione: l’importanza dell’evaporazione e della traspirazione

L’evaporazione è un processo che permette di regolare il passaggio dell’acqua dallo stato liquido allo stato di vapore, dal suolo all’atmosfera: un processo fondamentale all’interno del sistema di fitodepurazione come quelli realizzati da fitodepura, rappresentando un meccanismo fisico essenziale per la depurazione delle acque reflue. L’evaporazione sarà influenzata prevalentemente da fattori climatici come la radiazione solare, la temperatura, il livello delle precipitazioni, l’umidità, i venti.

Fenomeno differente è invece rappresentato dalla traspirazione, processo attraverso il quale una pianta elimina l’acqua dai propri tessuti. Nella traspirazione, i fattori principali che determinano l’efficienza del processo sono il clima, il contenuto di acqua al suolo, la tipologia di specie vegetale, lo stadio di sviluppo della pianta e, infine, la struttura della copertura fogliare.

Nella dottrina di settore, la combinazione dei due processi prende generalmente il nome di “evapotraspirazione”: un mix fondamentale nella fitodepurazione, che è essenzialmente misurabile attraverso appositi strumenti come il lisimetro o l’evaporimetro. Anche senza attendere le rilevazioni ex post, è possibile prevedere l’efficienza del sistema di fitodepurazione e del livello di evapotraspirazione (in condizioni standard, e in condizioni più specifiche) mediante delle analisi matematiche, andando in tal modo a stimare la congruità dell’impianto con le necessità concrete di depurazione delle acque reflue.