Le migliori dieci specie di bulbi da fiore da piantare in autunno

È ormai arrivato l’autunno, portando con sé i primi freddi e le abbondanti piogge. Ma questa stagione non porta con sé solo una sorta di malinconia dovuta alla fine dell’estate, ma anche la possibilità di iniziare a preparare il nostro terrazzo o giardino in vista della primavera. Numerose piante da fiore, infatti, appartengono al genere delle piante bulbose e, molte di esse, devono essere piantate proprio nella stagione autunnale per consentirne un radicamento adeguato per la fioritura primaverile.

Bisogna, dunque, adoperarsi per piantare i bulbi da fiore proprio in questa stagione. Nelle prossime righe vi illustreremo le migliori dieci specie di bulbi da fiore da piantare in autunno per ottenere delle bellissime piante fiorite in primavera.

Le varietà di bulbi da fiore autunnali

I bulbi da fiore sono, per lo più, originari delle zone montuose e fredde. Per questa ragione non amano le alte temperature e la maggior parte di essi devono essere piantati nel periodo che va da settembre a dicembre.  Vi indichiamo qui di seguito i più conosciuti e famosi bulbi da fiore che necessitano di essere piantati in questo periodo dell’anno.

Tulipani

I tulipani sono originari delle zone montuose dell’Asia. Furono importati in Europa nel 1500, secolo in cui i Paesi Bassi ne iniziarono la coltivazione. Da quel momento in poi i tulipani ne divennero il simbolo. Nel linguaggio dei fiori i tulipani stanno ad indicare l’amore perfetto e v’è un racconto de “Le mille e una notte” che vi fa riferimento proprio in questo senso.

I bulbi da tulipani hanno il vantaggio di essere disponibili in una vastissima gamma di colori e in ben 110 specie, classificate in 15 gruppi a seconda della forma del fiore, dell’altezza dello stelo, del colore e del periodo della fioritura. Questo tipo di bulbi da fiore non richiedono moltissime cure, ma devono essere costantemente annaffiati e tenuti al riparo da fonti eccessive di calore e dal vento, che ne danneggia lo stelo.

Crocus

Meno conosciuti rispetto ai tulipani, i crocus sono solitamente di colore giallo o violetto. Fioriscono all’inizio della primavera e amano le temperature fredde. Vanno posizionati in una zona ben esposta al sole. Il loro nome deriva dal greco “Krokos”, che significa “fili di tessuto”, e fa riferimento agli stigmi tipici di questo fiore che assomigliano, per l’appunto, a dei fili.

Narcisi

Questi fiori sono conosciuti soprattutto per il profumo inebriante che sprigionano. Il loro nome, infatti, deriva dal greco “narkao”, che significa stordire. Sono il simbolo della primavera e per questo motivo sono ampiamente citati in leggende e poesie. I più conosciuti sono di colore giallo, ma ne esistono specie di diversi colori, forme e dimensioni. Questo tipo di bulbi da fiore è molto resistente e richiede pochissime cure, il che lo rende il fiore ideale per chi non ha molto tempo da dedicare al giardinaggio.

Bucaneve

I bucaneve, invece, esistono in una sola varietà di colore: il bianco latte. Vengono chiamati anche “stella del mattino” e sono famosi per essere la prima specie di pianta bulbosa a fiorire. Come suggerisce il nome, infatti, questi fiori “bucano la neve”, spuntando alla fine dell’inverno. Amano le temperature molto basse e la compagnia di altri fiori, il che ci permette di piantarli nelle vicinanze di altri bulbi per formare una bella aiuola fiorita.

Iris

Gli iris sono dei fiori molto colorati, disponibili nelle seguenti varianti di colore: arancio, giallo, viola e blu. Crescono a temperature molto fredde e, per questa ragione, è consigliabile piantarli in zone non esposte troppo al sole. Amano anch’essi la compagnia di altri fiori e li si può coltivare vicino a papaveri, fiordalisi o erbe di campo.

Campanule

Questi fiori hanno due grandi vantaggi: sono molto resistenti alle intemperie e si moltiplicano molto facilmente e velocemente. L’unico accorgimento importante da mettere in pratica è quello di piantarle in zone ombrose. Potreste optare, per esempio, per piantarli accanto ai bucaneve, che hanno caratteristiche molto simili alle campanule, ottenendo così anche possibili ibridi tra le due specie.

Gigli

Solitamente i gigli fioriscono in estate e devono essere piantati in primavera, ma ne esistono varietà a fioritura primaverile che vanno piantate in autunno. Questo tipo di bulbi da fiore sono molto resistenti ma non amano l’eccessiva umidità. Per questa ragione è consigliato aggiungere della sabbia, che ha grande potere drenante.

Muscari

Questo tipo di bulbi da fiore, conosciuto anche con il nome di giacinto a grappolo, è di colore azzurro, blu, o violetto. La sua fioritura avviene tra aprile e maggio e raggiunge un’altezza di ben 25 centimetri. La sua forma lo rende ideale per le aiuole e la bordura del giardino.

Giacinto

I giacinti vanno piantati all’inizio dell’autunno, preferibilmente a fine settembre. Li si possono trovare in tantissimi colori e forme diverse. Questi fiori crescono molto rapidamente e si moltiplicano facilmente. Richiedono, inoltre, pochissime cure.

Vi abbiamo, dunque, elencato le migliori tipologie di bulbi da fiore da piantare in autunno nel vostro giardino. Adesso non vi resta che acquistarli (puoi trovarne molti qui), mettervi all’opera per ottenere degli splendidi e profumati risultati nella stagione della fioritura. Buon lavoro!

Giardino in inverno, come progettarlo al meglio con i gelsomini

Anche se è la primavera la stagione dove, per eccellenza, sbocciano i fiori e i colori in giardino, non occorre dimenticare come – in realtà – sia facilmente possibile disporre di un giardino sufficientemente colorato anche di inverno. Per quanto ovvio, è tuttavia necessario progettare un giardino in maniera tale che possa opportunamente accogliere dei fiori in grado di resistere alle temperature più rigide e, pertanto, consentirvi di poter godere di una visione eccellente anche quando il clima si fa più ferreo.

Tra le possibilità più comuni per abbellire un giardino anche durante la stagione invernale, vi è certamente il gelsomino di inverno, una delle pochissime specie che fiorisce durante i mesi invernali (generalmente tra gennaio e febbraio). Il gelsomino di inverno è contraddistinto da fusti molto sottili, dei semi legnosi e arcuati, foglie trifogliate e, soprattutto, bellisismi fiori a forma di stella, di colore giallo intenso, non profumati. La fioritura del gelsomino di inverno avviene a inizio anno e di norma dura alcune settimane, fino a quando la pianta non avrà completamente prodotto anche le foglie.

Ebbene, se avete avuto la sufficiente pazienza per poter coltivare il gelsomino di inverno, nei mesi freddi potrete godere della presenza di un arbusto molto decorativo all’interno del vostro spazio verde. Abbiate comunque cura di rivedere periodicamente la progettazione  giardini, evitando di lasciare al suo destino il gelsomino di inverno: procedete con frequenti potature e assicurate al vostro arbusto una buona esposizione al sole.

progettazione giardini

Come potrà indicarvi qualsiasi esperto di giardinaggio, il gelsomino di inverno è una pianta di facile coltivazione che non teme il freddo e può adattarsi anche a terreni pesanti e non troppo fertili: insomma, un vero e proprio toccasana per il miglior aspetto estetico del vostro giardino!

Fitodepurazione: l’importanza dell’evaporazione e della traspirazione

L’evaporazione è un processo che permette di regolare il passaggio dell’acqua dallo stato liquido allo stato di vapore, dal suolo all’atmosfera: un processo fondamentale all’interno del sistema di fitodepurazione come quelli realizzati da fitodepura, rappresentando un meccanismo fisico essenziale per la depurazione delle acque reflue. L’evaporazione sarà influenzata prevalentemente da fattori climatici come la radiazione solare, la temperatura, il livello delle precipitazioni, l’umidità, i venti.

Fenomeno differente è invece rappresentato dalla traspirazione, processo attraverso il quale una pianta elimina l’acqua dai propri tessuti. Nella traspirazione, i fattori principali che determinano l’efficienza del processo sono il clima, il contenuto di acqua al suolo, la tipologia di specie vegetale, lo stadio di sviluppo della pianta e, infine, la struttura della copertura fogliare.

Nella dottrina di settore, la combinazione dei due processi prende generalmente il nome di “evapotraspirazione”: un mix fondamentale nella fitodepurazione, che è essenzialmente misurabile attraverso appositi strumenti come il lisimetro o l’evaporimetro. Anche senza attendere le rilevazioni ex post, è possibile prevedere l’efficienza del sistema di fitodepurazione e del livello di evapotraspirazione (in condizioni standard, e in condizioni più specifiche) mediante delle analisi matematiche, andando in tal modo a stimare la congruità dell’impianto con le necessità concrete di depurazione delle acque reflue.